Maggiore scambio di informazioni, maggiore collaborazione, maggiore attenzione “bilaterale” nei confronti della contraffazione. Si potrebbe sintetizzare così il nuovo accordo di mutua assistenza amministrativa e cooperazione doganale firmato dai governi giapponese e italiano per rendere più efficace la lotta contro le infrazioni doganali.
Le amministrazioni doganali, di propria iniziativa o su richiesta, si impegnano a fornire reciprocamente tutte le informazioni utili al fine di garantire la corretta applicazione della normativa doganale, in particolare riguardo al traffico illecito di svariate merci e sostanze (dalle armi ai rifiuti tossici, dagli animali in via d’estinzione alle opere di valore storico e culturale, dalle sostanze destinate alla fabbricazione di armi atomiche, biologiche o chimiche alle sostanze stupefacenti). Siglato lo scorso 14 dicembre dall’On.le Alberto Giorgietti, sottosegretario con delega alle dogane, e dall’ambasciatore del Giappone Hiroyasu Ando, l’accordo (il primo di natura intergovernativa che l'Agenzia delle Dogane abbia firmato con Paesi asiatici) ha lo scopo di prevenire, accertare e reprimere le infrazioni, attraverso una semplificazione ed armonizzazione delle procedure doganali. Per capirne gli effetti e valutarne l’efficacia si dovrà attendere almeno qualche mese dall’entrata in vigore del trattato (febbraio 2010).
In una delle sue ultime dichiarazioni da Ministro delle Finanze, Hirohisa Fuji (che i primi di gennaio ha lasciato la sua carica a Naoto Kan per problemi di salute) ha rivelato che lo scorso anno in Giappone ci sono stati circa 26.000 casi di sospensione all’importazione a causa di violazioni dei diritti sulla proprietà intellettuale. Di questi, più dell’80% ha coinvolto la Cina. L’Italia, sede di molte aziende produttrici di beni di marca, ha un problema simile. I due Paesi, entrambi membri del G8, hanno da tempo instaurato un rapporto di collaborazione reciproca. E’ proprio in questo contesto, durante gli anni di Presidenza giapponese e poi italiana, che le rispettive amministrazioni doganali hanno sentito la necessità di costruire una base giuridica bilaterale tra i due governi, in grado di regolare lo scambio di informazioni ed in generale l’attività di cooperazione amministrativa (soprattutto attraverso uno scambio di informazioni) per garantire la sicurezza internazionale della catena logistica e reprimere il traffico illecito.
Paolo Soldano
sabato 23 gennaio 2010
domenica 8 novembre 2009
Tatami, e luce fu
Uno degli aspetti che rende affascinante il Giappone è la compenetrazione di tradizione e tecnologia. Prendiamo il tatami, ad esempio, la classica pavimentazione giapponese composta da pannelli rettangolari di paglia di riso intrecciata e pressata. Da sempre presente nelle case nipponiche, con la costruzione di nuovi edifici in stile occidentale sta diventando, anno dopo anno, sempre meno popolare. A rivitalizzare la domanda e riportare il tatami ai fasti antichi ci sta pensando la Murakami Sangyo, azienda giapponese del settore, che ha realizzato e commercializzato il primo tatami che s’illumina. Grazie a LED inseriti a dovere, il pavimento viene leggermente illuminato, creando un’atmosfera davvero particolare. Quattro colori disponibili, inclusi il bianco e il nero. Unico difetto (almeno a mio parere) è il prezzo: a partire da 600 euro per un tatami da 90 centimetri per 90. Aspetterò la versione impermeabile, già in fase di progettazione, da utilizzare dove fino a pochi anni fa era del tutto impensabile: a bordo piscina o, perché no, in bagno.
(pubblicato su "A" numero 45, 12 novembre 2009)
(pubblicato su "A" numero 45, 12 novembre 2009)
Ponyo
Da tempo mi chiedo come mai il senso giapponese del bello non trovi corrispondenza nella salvaguardia del paesaggio. Deturpare il territorio non è mai stato un grande problema per i giapponesi (vedi l’inutile cementazione del letto dei fiumi, per dirne una). Grazie a un film di animazione, pare che le cose stiano cambiando. Un tribunale giapponese ha infatti bloccato i lavori di costruzione sulla costa di Tomonoura (prefettura di Hiroshima), dove Miyazaki, vincitore di un Premio Oscar, passò un paio di mesi traendo aspirazione per il film d’animazione “Ponyo sulla scogliera”, famoso in tutto il mondo e uscito in Italia a marzo di quest’anno. Il giudice ha motivato la sentenza dicendo che “Tomonoura è proprietà del popolo giapponese. Se il progetto venisse completato, sarebbe impossibile ristabilire la bellezza scenica dell’area”. Per la NHK (la televisione di stato) è la prima volta in assoluto che un tribunale giapponese blocca dei lavori pubblici per preservare un paesaggio.
(pubblicato su "A")
(pubblicato su "A")
giovedì 10 settembre 2009
Un gelato spericolato
Estate: sinonimo di vacanze, relax e di... gelato. Possibilmente non al polipo, al mais, alla patata o al pomodoro, come hanno invece pensato bene di inventarsi qui. Arrivano dal Giappone i gusti per tutti i gusti, soprattutto quelli più disgustosi. Il pesce vi fa semplicemente impazzire? Provate il gelato al gamberetto, al granchio, al tonno, alle ostriche, all’anguilla e (perché no?) alla balena. Meglio la carne? Se siete troppo schizzinosi dal provare il gusto alla lingua di bue, potete sempre rifugiarvi nei più tradizionali sapori alle ali di pollo o al cavallo. Volete proprio fare i diversi? I gusti all’aglio, agli spinaci o al curry indiano potrebbero fare al caso vostro. Amate il pericolo? Buttatevi sul gelato al serpente a sonagli. Tradizionalisti? Eccovi accontentati con i gusti alla zuppa di miso, al wasabi o alla salsa di soia. Se invece preferite una cosa leggera, una bella coppetta al riso e non ci pensate più. Pare proprio che qualsiasi ingrediente valga la pena essere provato. Dagli altri.
(pubblicato su "A" numero 35 - 9 settembre 09)
(pubblicato su "A" numero 35 - 9 settembre 09)
Burocrazia.net
Perché non abbiamo anche noi un “Quartier Generale Strategico per l’Information Technology”? Entro quattro anni il Giappone ha in programma di mettere in rete un portale (è stato definito “l’emporio” dell’amministrazione) che permetterà ai cittadini di accedere a una vastissima gamma di servizi pubblici: grazie alla “casella postale” on-line (niente paura, hanno assicurato che gli standard di sicurezza sono elevatissimi) i cittadini potranno gestire le loro informazioni personali, dal controllare la registrazione dei loro pagamenti per la pensione pubblica all’ottenere una copia del certificato di residenza (spero sia prevista anche la versione inglese). Il progetto fa parte della famigerata “e-Japan strategy”. Lo spirito è quello di “incoraggiare la creatività attraverso lo scambio di conoscenza tra i cittadini” e abbattere le barriere fisiche, geografiche ed economiche. Il tutto coprendo il 100% del territorio con reti internet ultra-veloci e realizzando “l’amministrazione pubblica elettronica”.
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