mercoledì 21 settembre 2011

Così abbiamo battuto lo tsunami

Il Mondo, 23 settembre 2011
(per leggere, clicca con il tasto destro e apri l'immagine in una nuova scheda/finestra)





sabato 17 settembre 2011

Giappone, la triplice crisi (terremoto, tsunami, nucleare) conta più di quella internazionale


www.firstonline.info
17 settembre 2011
Il Giappone vive il suo momento più difficile dal secondo dopoguerra e Yoshiniko Noda, il 95° premier in carica dal 30 agosto, che si è paragonato al pesce barometro, deve ricostruire il Paese provando a ricucire i rapporti con la potente burocrazia che boicotta i Democratici imponendo una paralisi silenziosa. Superyen, delocalizzazioni e libero scambio.

 
Crisi dell’eurozona? Instabilità dei mercati? Tobin tax?

Pare proprio che i giapponesi abbiano ben altro cui pensare: dopo la triplice tragedia che ha avuto inizio l’11 marzo scorso (un “uno-tre” - terremoto, tsunami e crisi nucleare - che avrebbe probabilmente messo in ginocchio la maggior parte delle nazioni cosiddette Occidentali) i problemi interni che sta attraversando il Paese dimostrano di avere la priorità su qualsiasi altra questione d’oltreoceano. Anche perché è da anni (decenni?) che la parola “crisi” è entrata a far parte del vocabolario quotidiano dei giapponesi: che si chiami scoppio della “bolla”, borse asiatiche, subprime o altro, poco cambia.

Tra ricostruzione, contaminazione da cesio del suolo, migliaia di persone dislocate nei centri di evacuazione e latenti tensioni sociali, il Giappone attraversa oggi il momento più difficile dal secondo dopoguerra, con una classe politica divisa e litigiosa che fatica a riscontrare i favori della popolazione.

Negli ultimi cinque anni si sono susseguiti alla guida del Paese ben 6 premier, senza contare i ministri. Un’instabilità accentuata dal cambiamento di ruolo della burocrazia, la classe che fino alla storica elezione del Partito Democratico del Giappone tirava le fila della nazione, facendo il bello e il cattivo tempo.

Salito al potere nel 2009 dopo più di 50 anni di potere (quasi) ininterrotto da parte del Partito Liberal Democratico, il PDG ha cominciato la sua battaglia proprio contro i burocrati, a favore di un maggior protagonismo dei politici. Risultato? Una silenziosa paralisi, accentuata dagli eventi dell’11 marzo. Non è forse un caso dunque che il nuovo (e 95esimo) primo ministro Yoshihiko Noda (in carica dallo scorso 30 agosto, ma c’è già chi dice che non durerà più di un anno) si sia subito paragonato a quello che in italiano è chiamato cobitide o “pesce barometro”: molto sensibile ai cambiamenti di atmosfera, amante dell’oscurità, rimane infossato nel fango durante il giorno per predare di notte. Un passo indietro rispetto alla voglia di palcoscenico dei predecessori? Forse. Quel che è certo è che il rapporto tra burocrati e politici va ricucito, e in fretta. Nelle battute finali del suo primo discorso ufficiale in parlamento, Noda ha fatto un chiaro appello all’unità e alla responsabilità affinché il Giappone “possa risorgere dalla crisi storica nazionale” in cui si ritrova, rivolgendosi espressamente (nell’ordine) al consiglio dei ministri, ai burocrati, ai partiti di maggioranza e opposizione: in agenda, la ricostruzione della politica energetica nazionale come primo passo verso la ricostruzione dell’economia del Giappone.

Che sia ora di cambiare marcia, lo si capisce dal generale nervosismo - spesso sfogato dai cittadini solo su internet - che sabato scorso ha portato alle dimissioni, a poco più di una settimana dall’incarico, dell’ormai ex-ministro dell’Economia Yoshio Hachiro, reo di leggerezze (verbali) su un argomento molto delicato: radiazioni ed evacuazione. Al rientro da una visita nella prefettura di Fukushima, Hachiro aveva definito le località evacuate “città di morte”, cercando di premere la manica della giacca contro un giornalista e accompagnando il gesto con la frase “ecco un po’ di radiazioni”. [continua a leggere]

venerdì 5 agosto 2011

(Caro) vecchio home made

Ginza Taiga è un piccolo negozio (o meglio, laboratorio) al terzo piano di un anonimo palazzo in una delle zone più famose di Tokyo, Ginza. La particolarità? Scarpe da uomo (anche da golf) fatte completamente su misura. Prezzo di partenza? 190.000 yen (circa 1.650 euro). Ma la cura del piede sembra essere garantita. [...]

martedì 10 maggio 2011

sabato 16 aprile 2011

Giappone: un'infermiera racconta

(www.donnesulweb.it - 16 aprile 2011) 
 
"A tutti coloro che sono nelle aree colpite e a tutti coloro che non sono in quelle zone, ma sono colpiti dal disastro in vari modi, auspico di cuore che si possa essere in grado di ripristinare la vostra vita quotidiana il più presto possibile. E per chi è mancato, prego affinché riposi in pace, dal profondo del mio cuore". Inizia con queste parole la versione italiana del diario/ blog di una infermiera giapponese scelta dalla sua unità di emergenza "per far parte della prima squadra di soccorso nelle zone colpite, dal 16 al 23 marzo", a seguito del devastante "uno-due" (terremoto e tsunami) che ha colpito il Tohoku, Giappone nord orientale, lo scorso 11 marzo. Il suo messaggio ("vorrei esprimere in qualche modo quello che ho visto, quello che ho sentito, e tutte le cose che non sono riuscita a fare") è stato tradotto in italiano da un blogger anonimo, e ripreso dai social network, per condividere quanto più possibile le esperienze dell'infermiera con i lettori italiani. Una traduzione che fa luce su un diario che definire toccante sarebbe semplicemente retorico: sono pagine intrise di vita, di morte, di dolore e speranza. 

venerdì 15 aprile 2011

domenica 10 aprile 2011

Giappone "in piazza" contro il nucleare


Famiglie con bambini, coppie, anziani, gruppi di amici, ma soprattutto tanti tanti giovani, per dire un no secco al nucleare in Giappone. La manifestazione andata in scena domenica nelle strade intorno a Koenji, a Tokyo (preceduta da un'altra in mattinata a Shibakoen) ha lanciato un messaggio chiaro: dopo quello che sta succedendo a Fukushima, basta con le centrali, sì a forme di energia alternativa.[...] leggi tutto

venerdì 8 aprile 2011

Ciliegi rosa, futuro verde

Dopo-terremoto/ Come cambia (e rallenta) il Giappone 
(Il Mondo, 8 aprile 2011)
- scarica pdf o clicca sulle immagini sotto -
 




venerdì 18 marzo 2011

Una copia, un euro

Terremoto e tsunami. Uno conseguenza dell'altro. Se il primo i giapponesi sono riusciti a domarlo, il secondo rimane ancora un'onda lunga, veloce e compatta, che spazza e toglie vite, sradica case e inghiotte migliaia di persone. Niente commenti, perché sarebbero solo retorica.

Da Tokyo, città che non ho mai lasciato, sopraffatto da un forte senso di impotenza e d'accordo con la casa editrice, ho deciso che, per un anno a partire dal 20 marzo 2011, per ogni copia venduta - in qualsiasi forma - di "Giapponesi si nasce" sarà devoluto 1 euro ai terremotati giapponesi.

So che non è molto, ma è una prima iniziativa cui spero ne potranno seguire altre.
In questi momenti di estrema incertezza, purtroppo non ho ancora avuto la lucidità di scegliere l'associazione o gruppo al quale devolvere i proventi della vostra generosità. Sarà mia premura comunicarvelo quanto prima.

Per qualsiasi comunicazione, suggerimento, idea, considerazione, vi prego di scrivermi all'indirizzo paolo.soldano@giapponesisinasce.com

Paolo Soldano - Tokyo, 19 marzo 2011.

giovedì 17 marzo 2011

A Tokyo cavalcando il terrore

"A" - 17 marzo 2011


Tokyo, terrore nella città antisisma

La Repubblica, 12 marzo 2011
 

Embassy of the United States in Tokyo, March 17th

mmm...
[...] Despite the best efforts of responders, the situation remains very serious. Given the situation, we recommended the evacuation of American citizens to at least 50 miles, in keeping with the guidelines applied in the United States. Since the continued or increased release of windborne radioactive material cannot be ruled out, American citizens in Japan are advised to take prudent precautions against potentially dangerous exposure. As a general matter, residents in areas further from Fukushima Prefecture face less risk of significant exposure, but changing weather conditions and wind direction means that radiation levels in the future might become elevated [...].




mercoledì 16 marzo 2011

"Situation at Fukushima nuclear plant"

Ambasciata della Gran Bretagna / Tokyo
Vi invito a leggere l'intero messaggio (datato 16 marzo 2011) a questo link

Di seguito, un estratto che ahimé non ho il tempo di tradurre:

[...] Let me now talk about what would be a reasonable worst case scenario.  If the Japanese fail to keep the reactors cool and fail to keep the pressure in the containment vessels at an appropriate level, you can get this, you know, the dramatic word “meltdown”.  But what does that actually mean?  What a meltdown involves is the basic reactor core melts, and as it melts, nuclear material will fall through to the floor of the container. There it will react with concrete and other materials … that is likely… remember this is the reasonable worst case, we don’t think anything worse is going to happen.  In this reasonable worst case you get an explosion.  You get some radioactive material going up to about 500 metres up into the air.  Now, that’s really serious, but it’s serious again for the local area.  It’s not serious for elsewhere even if you get a combination of that explosion it would only have nuclear material going in to the air up to about 500 metres.  If you then couple that with the worst possible weather situation i.e. prevailing weather taking radioactive material in the direction of  Greater Tokyo and you had maybe rainfall which would bring the radioactive material down do we have a problem?  The answer is unequivocally no.   Absolutely no issue.  The problems are within 30 km of the reactor.  And to give you a flavour for that, when Chernobyl had a massive fire at the graphite core, material was going up not just 500 metres but to 30,000 feet.  It was lasting not for the odd hour or so but lasted months, and that was putting nuclear radioactive material up into the upper atmosphere for a very long period of time.  But even in the case of Chernobyl, the exclusion zone that they had was about 30 kilometres.   And in that exclusion zone, outside that, there is no evidence whatsoever to indicate people had problems from the radiation.  The problems with Chernobyl were people were continuing to drink the water, continuing to eat vegetables and so on and that was where the problems came from.  That’s not going to be the case here.  So what I would really re-emphasise is that this is very problematic for the area and the immediate vicinity and one has to have concerns for the people working there. Beyond that 20 or 30 kilometres, it’s really not an issue for health. [...]




Messaggio dall'Ambasciata d'Italia a Tokyo 16 marzo 22:30 ora locale

EMERGENZA NUCLEARE  
Una squadra altamente specializzata della Protezione Civile italiana, composta di sei tecnici ed esperti, e’ operativa da questa mattina presso l’Ambasciata al fine di fornire orientamento e supporto alle attivita’ che la Sede diplomatica sta mettendo in atto a tutela della collettivita’ italiana in Giappone.

Le prime rilevazioni dei livelli di radioattivita’ sono state effettuate a partire dall’aeroporto di Narita, lungo il tragitto verso Tokyo e sul tetto dell’Ambasciata.

I valori della radioattivita' di fondo misurata in tutti i punti di rilevazione sono del tutto compatibili con quelli forniti dalle Autorita’ giapponesi e riportate sui siti istituzionali (tra cui quello del Governo Metropolitano di Tokyo che pubblica ogni ora i dati della radioattivita' massimo/ minimo/ media, sul sito del Tokyo Metropolitan Institute of Public Health http://113.35.73.180/monitoring/index.html).

Inoltre, avendo la possibilita' di effettuare una misura spettroscopica, i tecnici hanno avuto la possibilita' di ESCLUDERE la presenza di radiazione proveniente da isotopi radioattivi (NON ci sono isotopi artificiali, ossia quelli che possono essere stati prodotti in un reattore nucleare).

I valori in questione sono dell’ordine di 0.04 microsievert/ora, circa un terzo del valore di radioattivita' ambientale tipico della citta' di Roma (0.25 microsievert/ora).

Tali risultanze portano al momento ad escludere qualunque rischio di contaminazione in corso a Tokyo. Le Autorita’ giapponesi hanno inoltre dichiarato in serata che tutti e quattro i contenitori primari dei reattori 1, 2, 3 e 4 della centrale di Fukushima sono integri.

SITUAZIONE A FUKUSHIMA
Questa mattina si e’ verificata la fuoriuscita di vapore nelle vicinanze del reattore n. 3. Questa condizione ha comportato un lieve aumento della radioattivita’ nelle vicinanze della centrale. L’emissione si e’ quindi arrestata.
La situazione generale dei reattori continua a presentare profili di rischio per il fatto che non tutti gli impianti sono ancora pienamente sotto controllo.

LE PREVISIONI METEOROLOGICHE
Questa notte le previsioni meteorologiche per la regione di Fukushima segnalano venti moderati in direzione SUD-EST che dovrebbero portare nubi ed eventuali materiali radioattivi rilasciati dalla centrale nucleare verso l'Oceano Pacifico.
Nella mattina e nel pomeriggio del 17 marzo venti moderati continueranno a spirare in direzione SUD-EST allontanando verso il Pacifico nubi ed eventuali materiali radioattivi.
Nella notte tra il 17 e il 18 marzo venti moderati dovrebbero spirare in direzione EST verso l'Oceano Pacifico.

martedì 15 marzo 2011

Tokyo: reportage dalla città fantasma (?)

video

Forse è il caso di riflettere bene prima di mettere un titolo...

Telefonata con l'Ambasciatore d'Italia

martedì 15 marzo, 21:15 ora locale
L'Ambasciatore d'Italia a Tokyo Vincenzo Petrone, sentito telefonicamente poco fa, ha dichiarato che non si prevedono evacuazioni da Tokyo né da parte dell'Ambasciata italiana né da parte delle Ambasciate europee.

lunedì 14 marzo 2011

Ambasciata di Tokyo 13.30 ora locale 15 marzo 2011

Emergenza nucleare
1) Un ulteriore aggiornamento delle condizioni presso la centrale nucleare di Fukushima dopo l’esplosione di questa mattina alle ore 6.00, segnalano la presenza di tassi di radioattivita’ nel sito della centrale.
L’Agenzia giapponese di Sicurezza Civile informa che il contenitore di sconfinamento del reattore n. 2 sarebbe integro, nonostante l’esplosione delle ore 6.00 avvenuta in una vasca di raffreddamento.
Le autorita’ giapponesi hanno raccomandato alla popolazione residente nel raggio di 30 km. dalla centrale di non uscire di casa.
L’incendio verificatosi oggi nel reattore n. 4 e’ stato spento.
Le consultazioni che l’Ambasciata ha potuto realizzare con le Ambasciate dei maggiori Paesi occidentali, ed in particolare con quelle che hanno esperti nucleari nell’area di Fukushima, portano a ritenere che le informazioni date al pubblico dal Governo giapponese finora siano corrette e altrettanto lo siano le procedure che si stanno seguendo sui reattori critici.
2) Le previsioni metereologiche delle ore 11.30 indicano che la direzione del vento da Fukushima dovrebbe evitare l’arrivo su Tokyo di qualsivoglia emissione radioattiva proveniente da Fukushima. Un diffuso timore in tal senso esisteva poche ore fa.
Ci potrebbero essere, come da notizia circolata minuti fa, delle rivelazioni di radiazioni sopra Tokyo che non necessitano di specifiche misure di protezione personale della popolazione a Tokyo.
3) L’Ambasciata rinnova la richiesta di far urgentemente pervenire via e-mail  agli indirizzi e-mail: consular.tokyo@esteri.it e ambasciata.tokyo@esteri.it i nominativi dei membri del nucleo familiare che sono gia’ partiti, nonche’ di avvertire, sempre via email allo stesso indirizzo, questa Ambasciata nel momento in cui lascerete il Paese.
Invitiamo a seguire  scrupolosamente le istruzioni delle Autorita’ di Difesa civile giapponese che tutti i residente ricevono costantemente.

venerdì 11 marzo 2011

Post terremoto a Tokyo

11 marzo 2011, ore 23 - Shimbashi, Tokyo

video

martedì 22 febbraio 2011

Animal Hair Collection - Parrucche artistiche



Conigli, elefanti, cani, cervi, leoni, uccelli, persino rinoceronti: parrucche più uniche che rare - tutte fatte con veri capelli - dal poliedrico Shinju Konishi, artista giapponese che si divide tra moda, pubblicità, televisione e cinema. Animal Hair, mostra andata in scena per pochi giorni a metà febbraio ad Harajuku - uno dei quartieri di Tokyo dove le tendenze sono spesso di casa - ha raccolto i suoi lavori più innovativi. Ogni particolare curato nel minimo dettaglio, ogni dettaglio studiato per riprodurre l'animale "dal vivo". "Con capelli artificiali non puoi creare linee morbide e fluenti. Con quelli naturali sì". Parola di Konishi, che quando crea le sue parrucche esamina le teste degli animali da ogni angolo, facendo particolare attenzione alle loro espressioni: il tutto per creare una animal hair collection di affascinante eleganza. 
(www.donnesulweb.it - altre foto qui

venerdì 4 febbraio 2011

Da Torino a Kyoto in Vespa (per amore), adesso madonnaro a Tokyo

E' la storia di Giuseppe Percivati, 25 anni torinese, partito per il Giappone ad agosto 2009 (e arrivato 4 mesi e 24.000 chilometri dopo) per raggiungere Saki, la sua ragazza giapponese. Amore per la vita, diranno i più romantici. Neanche per idea: dopo qualche mese lui lascia lei (e la Vespa), torna in Italia, raccoglie le idee e decide di ripartire, questa volta per Tokyo. Ma anche qui, nessun lieto fine: rotti i rapporti con lei, l'obiettivo è fare il "madonnaro", uno dei suoi sogni fin da quando era bambino, in centri commerciali e spazi comunali (in Giappone vietato "imbrattare" suolo pubblico, neanche a dirlo). Aspettando che arrivi l'occasione giusta per stupire i giapponesi con i suoi lavori artistici, spaziando tra tradizionali figure religiose e più moderne illusioni ottiche in 3D, sbarca il lunario lavorando come barista in un locale a due passi da Roppongi e posando per qualche pubblicità. Ha già comunque in mente quando rimontare in sella (estate 2012) e tornare di nuovo in patria con il suo 125 del 1979 (ora parcheggiato a casa dei genitori della ex) passando per Russia, Mongolia, Kazakistan, Europa dell'est, puntando a ovest fino a Torino. L'importante è trovare sempre la propria strada.
(donnesulweb.it - 4 febbraio 2011)

sabato 22 gennaio 2011

Hot Models e Nuove Altezze

Per A.N.C.I. - Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani 
dicembre 2010 - gennaio 2011
clicca qui per Report from cities / Tokyo


giovedì 20 gennaio 2011

Colazione giapponese: caffè e coniglio

(da "A" numero 4 /  27 gennaio 2011)

lunedì 17 gennaio 2011

Niente sesso siamo giapponesi

Un terzo degli adolescenti del Sol Levante è semplicemente "disinteressato" al sesso, mentre le coppie sposate sono sempre di più avvolte in un rapporto "sexless". A rivelare le singolari statistiche, che riflettono la tendenza demografica della sempre più attempata società nipponica, è un sondaggio governativo condotto lo scorso settembre e da poco reso pubblico.
I dati del Ministero della Sanità parlano chiaro: tra i maschi di età compresa tra i 16 e i 19 anni il 35,1% si dice "disinteressato" o addirittura "contrario" al sesso (percentuale doppia rispetto ai dati del 2008 e che arriva al 21,5 % anche tra i ragazzi tra i 20 e i 24 anni).
E le coppie sposate? Il 40,8% ha dichiarato di non aver avuto rapporti con il/la consorte nel corso dell'ultimo mese, mentre due anni fa la percentuale arrivava al 36,5 e nel 2004 era ferma al 31,9. Senso di noia, controvoglia dopo una nascita e stanchezza post-lavoro tra le ragioni più citate per spiegare i pochi rapporti intimi con il proprio partner.
Anche se il campione non è certo dei più rappresentativi (869 donne e 671 uomini intervistati - tutti tra i 16 e i 49 anni), il sondaggio conferma una certa tendenza sociale degli uomini giapponesi, gli "erbivori", i metro-sexual versione nipponica, giovani uomini timidi, passivi e riluttanti al rapporto di coppia, interessati più al loro aspetto fisico (capelli e manicure in primis) e relativi accessori di tendenza che a cercarsi la fidanzata.
E intanto il tasso di natalità del Giappone è sempre più basso.

(www.donnesulweb.it - 13 gennaio 2011)

Emergency sbarca in Giappone

"Sono convinta che solo la fantasia e la creatività italiane possano riuscire a svegliare e sorprendere questo mondo". Kayoko Tanaka, giapponese, 43 anni, è la fondatrice e presidente della neonata Emergency Japan. Gino Strada? "Non ci siamo ancora incontrati, ma vorrei organizzare una conferenza sulle attività di Emergency invitandolo a parlare al pubblico giapponese."

Dopo 15 anni in Italia ("il mio primo amore!"- confessa), parla un italiano perfetto e sembra avere le idee molto chiare. Queste due caratteristiche di Tanaka-san, che nel tempo libero cura l'orto e passeggia con il cane, l'hanno portata a fondare Emergency Japan, nata ufficialmente il 21 dicembre del 2010.
Quali legami ha con l'Italia?
Ho studiato italiano all'università, ho fatto il mio primo viaggio all'estero lì e poi ci ho vissuto per 15 anni, dal 1995 al 2010. In Italia ho imparato davvero tante cose: l'importanza della comunicazione, a non avere paura di esprimere le mie opinioni, e soprattutto che è importante godersi la vita. Queste sono le cose che più ho apprezzato dell'Italia. Sembra uno stereotipo: l'Italia "belpaese", la "dolce vita", ma dopo quindici intensi anni trovo che ciò sia vero! Si dice spesso che "si lavora per vivere," e non che "si vive per lavorare", ma se fossi rimasta in Giappone, dubito che mi sarei resa veramente conto del senso di questa frase. Altro legame importante è certamente mio marito.
Perché proprio Emergency?
Prima di conoscere Emergency, ho osservato e seguito tante associazioni umanitarie. Ho fatto donazioni, ho acquistato gadget, finanziato adozioni a distanza ecc. La verità è che non ho mai avuto la totale sicurezza sul come le mie donazioni fossero effettivamente utilizzate. Più le organizzazioni erano grandi e più mi sembravano dispersive. Inoltre, non essendo cristiana, mi trovavo un po' a disagio con le associazioni religiose. Emergency è neutrale anche da questo punto di vista e nel corso del tempo ho capito - attraverso pubblicazioni, interviste e vari articoli - che con loro posso stare tranquilla e che le mie donazioni arrivano dove servono veramente. Sono molto attivi nella promozione della cultura della pace e smascherano l'ipocrisia e la contraddizione che spesso si annidano nella politica e nella diplomazia. Penso che Emergency sia un "sistema di bene" diretto, trasparente e sempre coerente con il tema della pace.
L'opera di sensibilizzazione in Giappone da dove partirà?
Vorrei far vedere ai giapponesi un'altra faccia dell'Italia. Non solo pizza, gondole e grandi marche ma anche l'Italia della solidarietà senza confini, un'Italia che secondo me è pienamente rappresentata da Emergency. L'Italia è uno dei paesi più amati dai giapponesi: tanti di noi hanno l'visitata per turismo oppure per studiare lingua, musica, arte, moda o cucina. Dopo l'ultima guerra mondiale, i giapponesi hanno deciso di abbandonare totalmente l'idea della guerra e in questi ultimi sessantacinque anni non abbiamo avuto conflitti. Ormai diamo la pace per scontata e la guerra ci sembra qualcosa di molto lontano, un dolore e una sconfitta che non ci riguardano più. Vorrei invece che i giapponesi si svegliassero un po' per tornare a osservare la realtà del mondo: purtroppo in tanti Paesi della Terra la pace è un'idea per niente scontata.
Inizialmente organizzeremo mostre fotografiche e faremo vedere i film sulle attività di Emergency. Faremo anche conferenze sul tema della pace, forse proprio a Hiroshima o Nagasaki, città simbolo ancora in grado di sensibilizzare i più distratti.
Si dice e si legge spesso che in Giappone le donne non sono trattate come meriterebbero sui posti di lavoro: poche manager, ruoli subalterni, ecc. E' una delle motivazioni per cui ha lasciato il Giappone?

Secondo me i tempi sono cambiati e io personalmente non ho mai avuto la sensazione di essere trattata ingiustamente solo perché donna. Mi preoccupa di più la generazione dei giovani, maschi e femmine, che sembrano vivere in un'altra dimensione. Hanno tutto a disposizione e non sanno più che cosa desiderare. Senza contare i moltissimi suicidi e un aumento preoccupante dei maltrattamenti di bambini piccoli da parte di genitori giovani e irresponsabili.
Cosa cambierebbe dell'Italia e degli italiani?
Come potrei pensare di cambiare la mia amatissima Italia e il popolo italiano? Mi piacciono così come sono. Ho però l'impressione che ultimamente gli italiani si siano un po' rassegnati o che abbiano perso la loro grinta naturale, quella energia che era tipica degli italiani, la forza per ottenere il meglio dalla vita. Spero di svegliarmi una mattina e trovare sulla prima pagina di un quotidiano giapponese qualche notizia fantastica dall'Italia: una scoperta scientifica, una nuova mirabolante invenzione, un nuovo incredibile talento artistico, un film straordinario... Sono convinta che solo la fantasia e la creatività italiane possano riuscire a svegliare e sorprendere questo mondo.

Emergency Japan / www.emergency-japan.org

(www.donnesulweb.it - 17 gennaio 2010)

martedì 4 gennaio 2011