domenica 14 settembre 2008

COM'E' BELLO IL MAR DI TERRA

Continuo a chiedermi come riuscire a condensare in una pagina di diario 54 ore di nave, da Tokyo a Naha (capoluogo di Okinawa), con quella incredibile sensazione di appartenere all’oceano, di non vedere la terra, di accorgersi che la luce al tramonto cambia ogni minuto e che il colore del sole è pura poesia. Viaggiare per tre notti senza mai scendere, pensando, leggendo, fotografando e scrivendo tutto quello che mi passa per la mente, con il cellulare che finalmente non prende e l’impressione che il tempo si sia fermato e stia galleggiando al mio fianco. Tra i (pochi) giapponesi a bordo, ovviamente non potevo che incontrare un italiano, in viaggio da quasi due mesi per Taiwan attraversando tutto il Giappone, zaino in spalla e tanta voglia di parlare. Finalmente ho trovato esattamente “lì dove il mare luccica” e ho scoperto cosa significa avere il “mar di terra”: per i tre giorni successivi allo sbarco ho ondeggiato come una boa seguendo ancora il ritmo della nave. Un’esperienza semplicemente meravigliosa.
(Tokyo, 27 agosto, "A" numero 37)

2 commenti:

Matteo L. ha detto...

Bellissimo un blog sulle vicende giapponesi...Ti ho scoperto in altri blog. Mi piacciono questi tipi di blog e mi chiedevo se ti va di fare scambio link. Se accetti ti aspetto da me. Grazie e complimenti!

Anonimo ha detto...

Ovviamente, come da te pronisticato (ma facilmente intuibile), Yukiko non se la sono filata di striscio.
Del resto la squadra vincente non si cambia (e qui risate grasse della platea)....